essenze jazz il concerto

Provare a scomporre i talenti di Eduardo De Crescenzo è un esercizio complesso. Provare a contenerlo nelle “etichette” esemplificative del mercato: classico, pop, jazz, blues.. può rivelarsi altrettanto sfuggente! Tutto diventa chiaro quando si assiste a un suo concerto: Eduardo è “un insieme” magico che ci rimanda il suono del nostro tempo, porta nel suo canto le radici antiche della sua terra che, seppure riconoscibili, si sono diramate nei mille rivoli del futuro cosmopolita. E’ un'emozione che si compone di tecnica, virtù e sentimento, inutile tentare di scinderla! E' una bilancia sempre in bilico tra il cuore e la testa, in grado di catturare i palati esigenti, educati alla lettura della virtù, ma anche quelli che si lasciano trasportare dal brivido istintivo che la sua potenza espressiva riesce a infiltrare sotto la pelle. La dimensione del concerto lo restituisce in tutta la sua straordinaria coerenza. Lo sa anche lui che, negli anni, sempre più, riserverà ai soli concerti i suoi appuntamenti artistici più importanti.
Essenze jazz, più che il titolo di un concerto, è la definizione che Eduardo De Crescenzo darebbe oggi della sua musica. Crea, così, una biografia musicale emozionante che attraversa il suo repertorio ma anche tutte le esperienze musicali che l’hanno formato e che hanno disegnato la sua personalità artistica. Le interpretazioni raffinate dei chansonniers italiani e napoletani che a inizio del XX secolo s’ispirarono alla Francia, il ritmo serrato del vocalizzo scat che scopriva nell’adolescenza nei locali americani sul porto di Napoli dove la sera si suonava il jazz, le suggestioni del Mediterraneo che lo ispirano dal mare o dai vicoli della sua città. Sono le caratteristiche di un mondo sonoro che si svela nel tempo, in un repertorio che raggiunge vette internazionali di popolarità: Ancora, L’odore del mare, E la musica va ... o nella dimensione più intima e poetica di brani come Il racconto della sera, Sarà così ... o nei ritmi serrati di Foglia di the, La vita è un’altra ... Lo schema jazzistico consente alla melodia spazi inusuali; le improvvisazioni libere e geniali arrivano durante il concerto con naturalezza poetica e magistrale, estendono l’emozione del canto e fanno vibrare la platea dei concerti.
In formazione una rosa di straordinari musicisti in dialogo continuo con la sua musica: a tratti assorti e quasi ammaliati da quella “voce strumento” che può tutto, a tratti protagonisti delle composizioni estemporanee personali e virtuose che si creano durante il concerto.
Enzo Pietropaoli contrabbasso; Marcello Di Leonardo batteria; Julian Oliver Mazzariello pianoforte; Daniele Scannapieco sassofono; Susanna Krasznai violoncello.